Autovelox Game Over: La questione è chiusa l'amministratore che li usa ancora per sanzionare commette reato.
- AltVelox
- 21 mar
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La 5^ Sezione Penale della Corte di Cassazione ha escluso in modo definitivo la possibilità di utilizzare strumenti elettronici non omologati, chi li usa commette reato e chi li ha commercializzati pure. Prime decisioni di spegnimento arrivano dal Padovano mentre altri "nostalgici e poco tecnici" sperano ancora nelle omologazioni. Intanto noi proseguiamo con la nostra attività di controllo e di denuncia.

La Confederazione dei Comuni del Camposampierese nel padovano che comprende i comuni di Villa del Conte, Camposampiero per citare quelli che più hanno emesso sanzioni, ed altri microcomuni hanno deciso ieri di spegnere i rilevatori prendendo atto della sentenza della cassazione e in attesa di non abbiamo capito cosa. Ma da ieri gli strumenti sono in pensione e si legge nel provvedimento:

"PRESO ATTO del quadro giurisprudenziale formatosi nell’ultimo anno in tema di omologazione e approvazione dei dispositivi di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli artt. 142 del Nuovo Codice della Strada, che anche con recentissimi pronunciamenti della Suprema Corte delinea uno scenario di assoluta incertezza in merito alla legittimità di utilizzo ai fini sanzionatori dei predetti dispositivi solamente approvati anziché debitamente omologati; CONSIDERATO che una siffatta situazione induce in via strettamente prudenziale alla sospensione temporanea di tutte le attività di controllo esercitate attraverso l’utilizzo dei predetti dispositivi fino a definitiva risoluzione della controversia giuridico-normativa in corso...".
Il Sindaco di Padova incarica un tecnico esterno per capire se gli autovelox sono legali, potevamo dirglielo noi GRATIS ...
La questione è chiusa, non arriverà alcun provvedimento legale di rango superiore alla vigente legge per omologare questi strumenti e qualsiasi ed eventuale provvedimento governativo, come i pregressi, che volesse cercare di mettere una pezza alla questione, non eliminerà l'obbligo di omologare gli autovelox, con il solo risultato di allungare la lista degli Amministratori denunciati e il numero dei ricorsi formalizzati ai Giudici di Pace.

Adesso Prefetti e Procure devono intervenire sulle Amministrazioni che, non curanti delle leggi, persistono a sanzionare con questi strumenti illegittimi, evidentemente sentendosi impunibili e quindi al di sopra della legge. E' evidentente ed inconfutabile che le multe emesse da questi strumenti sono illegittime e saranno inevitabilmente annullate dai Giudici di Pace, ma non si può permettere che i cittadini si vedano costretti a pagare le multe meno onerose (che sono la maggioranza di quelle emesse), perche più conveniente di un ricorso che solo di tasse ricordiamo vale più della stessa multa pagata entro 5 giorni.
GLI AUTOVELOX NON OMOLOGATI SONO DA SEQUESTRARE CHI LI USA COMMETTE REATO E CHI LI COMMERCIALIZZA PURE. Questo in sintesi quanto dice la sentenza della Corte di Cassazione Penale che ha condannato per frode e falso un imprenditore che aveva noleggiato dispositivi approvati ma non omologati, confermando il sequestro preventivo. Il nuovo pronunciamento della Cassazione ha esaminato il caso di un imprenditore che era stato accusato di aver fornito a due Comuni e Province degli autovelox approvati ma non omologati. Gli strumenti erano dichiarati come omologati dal ministero, ma in realtà erano solo stati approvati dalla Direzione Generale per la Sicurezza dei Trasporti. Si tratta quindi di due procedure diverse. Secondo la Cassazione, l’imprenditore che ha fornito dispositivi approvati e non omologati come da contratto avrebbe commesso una frode, consegnando alle amministrazioni una cosa diversa da quella pattuita. Inoltre, dichiarando la conformità degli strumenti, rivelatasi poi falsa, avrebbe indotto in errore i suoi clienti: da qui l’accusa di falso per induzione. L’uomo si è difeso sostenendo l’incertezza dei termini, ma la Cassazione ha respinto questa linea difensiva: “Il dubbio deve indurre a cautela”, hanno sentenziato i giudici.
GAME OVER.
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