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Autovelox: Reato per chi li utilizza e per coloro che li hanno commercializzati. Ma l'incognita sta nel deposito dei prototipi.

Immagine del redattore: AltVeloxAltVelox

Nella questione scoperchiata dalla Procura di Cosenza che ha sequestrato il modello T-Exspeed.2.0 e condannato penalmente dalla Cassazione la società che lo aveva commercializzato, abbiamo scoperto che non era stato depositato il prototipo o meglio erano stati depositati solo alcuni componenti e forse quelli meno essenziali. Nonostante questo però il T-Expeed 2.0 aveva ottenuto piu di una approvazione rilasciate dal MIT.

autovelox T-Exspeed 2.0 e suo Decreto di approvazione MIT
autovelox T-Exspeed 2.0 con sua dichiarazione di conformità e approvazione MIT

LA PREMESSA


La sentenza penale del 14 marzo ha confermato il sequestro di alcuni apparecchi disposto lo scorso anno dalla Procura di Cosenza e ha dato origine ad interpretazioni poco fondate. Cerchiamo di fare chiarezza. L’indagine è per i reati di frode in pubbliche forniture e truffa. Da alcune cronache poteva sembrare che il mantenere in esercizio gli apparecchi potesse costituire il reato di truffa a chi è stato multato, ma in realtà la questione riguarda un rilevatore che, a quanto si legge, potrebbe non essere considerato nemmeno come approvato. Perché? In sostanza, secondo l’accusa, l’apparecchio ha caratteristiche tecniche che non corrispondono all’approvazione rilasciata. Quindi, la sentenza in sé è ben distante dal sancire alcun principio generale.


IL MINISTRO SALVINI E IL DECRETO MANCATO


Ma facciamo un passo indietro....


Il 21.03.2025 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti - Matteo SALVINI - ha trasmesso alla Commissione Europea il "Decreto ministeriale per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche periodiche di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità". In sostanza si tratta di una "sanatoria di stato" per 12 modelli di autovelox approvati ma privi di omologazione, tra cui è stato inserito il T-EXSPEED 2.0 proprio quello oggetto di sequestro e sentenze da parte del Tribunale di Cosenza e della Cassazione Penale.


Trasmissione decreto autovelox alla UE
Trasmissione decreto autovelox alla UE

Domenica 23.03.2025 il MIT faceva sapere alla stampa che su disposizione dello stesso Vice Premier Salvini, il decreto era stato ritirato poichè necessitava di ulteriori approfondimenti.


Il 26.03.2025, lo stesso Ministro Matteo Salvini, rispondendo alla Camera dei Deputati, spiegava i motivi che avevano portato al ritiro del decreto e alla sua sospensione, dicendo che a seguito della sentenza Corte di Cassazione Penale n.10365/2025 del 14.03.2025, erano emerse gravi discrasie dichiarando testualmente si riporta: "Abbiamo trasmesso alla comunità europea lo schema di decreto, ma cosa è successo nel frattempo, il 14 marzo la corte di cassazione ha adottato una nuova pronuncia che accerta un quadro preoccupante, la presenza di dispositivi privi non solo dei requisiti di omologazione ad oggi ancora mancanti, ma anche dei requisiti minimi di approvazione richiesti a normativa vigente. Di fronte a questa situazione di totale incertezza, ho ritenuto necessario sospendere l'adozione del decreto, ritirare la notifica alla commissione europea per accertamenti tecnici finalizzati ad un preventivo censimento dei dispositivi in uso. Non si sa quanti e quali autovelox ci siano sulle strade italiane. Con la collaborazione del Ministero dell'Interno e dell'ANCI, intendo quindi eseguire una operazione trasparenza, una ricognizione di tutti i dispositivi di controllo delle velocità attualmente in uso. Serve infatti accertare che il numero di dispositivi effettivamente utilizzati rispettino i regimi di approvazione. Tale ricognizione ci consentirà finalmente di approfondire le verifiche amministrative sulla presenza di eventuali dispositivi totalmente non conformi alle regole di approvazione. Solo alla luce di tali dati inoltre, potremmo capire l'impatto delle nuove regole di omologazione sulle esigenze di utilizzo di tali dispositivi per finalità di sicurezza stradale".


L'APPROVAZIONE MIT


Abbiamo sempre sostenuto e denunciato che per ogni rilevatore elettronico delle infrazioni al CdS, il MIT ha negli anni emesso delle determine di approvazione che nel tempo hanno legittimato la commercializzazione e l'utilizzo di questi strumenti illegali. E allora sorgono dei dubbi....

  1. Come hanno potuto i vari dirigenti del MIT firmare e rilasciare queste approvazioni se non esistono neppure per questa procedura (meno stringente della omologazione) i previsti decreti attuativi ?

  2. E come sarebbero state effettuate le verifiche tecniche sui prototipi depositati se non esistono gli uffici metrologici per tali operazioni ?

Conformità e Approvazioni T-Exspeed 2.0
Conformità e Approvazioni T-Exspeed 2.0

Semplificando al massimo, in assenza di omologazione, la Cassazione ritiene che un pur conclamato eccesso di velocità non può essere punito. Si potrebbero semplicemente omologare gli apparecchi, regolarizzando la situazione? Non è così facile: il Codice della strada è entrato in vigore nel 1993, ma il procedimento di omologazione, non c’è ancora ed il codice della strada è una legge primaria dello Stato.


Qui a sinistra abbiamo pubblicato la dichiarazione di conformità al campione depositato, documento con il quale negli anni la Kria Srl la ditta del T-Exspeed 2.0 è stata legittimata a vendere, noleggiare questo apparecchio sanzionatorio alle varie amministrazioni pubbliche italiane.


Come si legge, nel documento sono menzionati 4 decreti di approvazione e non di omologazione rilasciati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Determine di Approvazione numero 5298 del 27.10.2011, numero 4910 del 16.10.2014, numero 5072 del 27.10.2014 e numero 7175 del 29.12.2016.


Prendiamo l'ultima estensione della approvazione rilasciata la numero 7175 del 29.12.2016. In questo caso il Dott. Ing. Sergio DONDOLINI Direttore Generale Sicurezza Stradale MIT, "DECRETA Art. 1. L'approvazione del dispositivo denominato “T-EXSPEED V.2.0", rilasciata con decreto dirigenziale n. 5298, in data 27 ottobre 2011, prodotto dalla soc. Kria s.r.l., con sede in Via San Vitale 3, Seregno (MB), è estesa alla versione per il rilevamento della velocità media".


Un prototipo è costituito da tre essenziali componenti:

  1. Unità di ripresa, formata da telecamere di acquisizione immagine e schede da installare

    nelle rack del PC di controllo.

  2. PC di controllo con installato sistema operativo,software di acquisizione immagini,software

    di elaborazione, software di interfaccia trasmissione dati elaborati al server dedicato posto

    presso le polizie local

  3. Server presso la Polizia, abilitato alla ricezione dati trasmessi dall’apparecchiatura di

    campo,abilitato alla validazione dell’agente di turno e abilitato a redigere e stampare i

    verbali.

E' reato commercializzare e utilizzare autovelox non omologati
E' reato commercializzare e utilizzare autovelox non omologati

Dalle indagini della Procura della Repubblica di Cosenza e successiva Sentenza Cassazione Penale 10365/2025 è emerso che il prototipo del dispositivo non era stato depositato nelle modalità previste. Solo alcuni dei componenti di esso erano presenti al MIT. Ma questa prassi è stata rilevata e contestata anche per altri strumenti elettronci e quindi si ritorna alla domanda iniziale.... Come sono state rilasciate anche le autorizzazioni ? Riteniamo sia qui il nodo che ha spinto il Ministro Salvini a ritirare e sospendere il decreto già trasmesso alla UE, chiedendo al Ministero dell'Interno e ANCI un censimento dei dispositivi elettronici nel territorio.


E' noto che in passato il problema della mancata corrispondenza all’approvazione si è posto più volte. Anche quando una componente di apparecchio (per esempio, la fotocamera) veniva sostituita dal produttore perché non più in commercio. O quando si è visto che il prototipo che viene depositato al Mit (come impone l’articolo 192, comma 2 del Regolamento di esecuzione del Codice della strada) manca di parti anche importanti a livello di software. Nei decenni, il MIT si è dato una linea sulle procedure da seguire, ma l’indagine di Cosenza mostra che la magistratura non la condivide. Di qui il rischio di altre inchieste penali.














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