Codacons: Esposti in dieci regioni la procura indaghi e accerti il danno erariale per casse pubbliche.
- AltVelox
- 7 ago 2024
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E’ stato presentato l’esposto del Codacons alle Corti dei Conti di 10 regioni italiane (Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia) sul caso degli autovelox sequestrati dalla Procura di Cosenza, esposto finalizzato ad accertare i danni erariali derivanti dalle illegittimità riscontrate dalla magistratura calabrese.
APPRENDIAMO CON FAVORE CHE ANCHE IL CODACONS COL SUO PRESIDENTE CARLO RIENZI HA DECISO DI AVALLARE LA NOSTRA AZIONE CON DEGLI ESPOSTI IN VARIE REGIONI TRA CUI IL VENETO. LEGGI QUI
E’ stato presentato l’esposto del Codacons alle Corti dei Conti di 10 regioni italiane (Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia) sul caso degli autovelox sequestrati dalla Procura di Cosenza, esposto finalizzato ad accertare i danni erariali derivanti dalle illegittimità riscontrate dalla magistratura calabrese.

“La Corte di Cassazione ha precisato che è nulla una sanzione elevata con un autovelox approvato ma non omologato – scrive il Codacons nell’esposto – ‘In tema di violazioni del codice della strada per superamento del limite di velocità, è illegittimo l’accertamento eseguito con apparecchio autovelox approvato ma non debitamente omologato, atteso che la preventiva approvazione dello strumento di rilevazione elettronica della velocità non può ritenersi equipollente, sul piano giuridico, all’omologazione ministeriale prescritta dall’ art. 142, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992’ (Cassazione civile , sez. II , 18/04/2024 , n. 10505). La Cassazione ha precisato altresì che ‘Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità dei veicoli devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, ed in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate’ (Cassazione civile , sez. VI , 17/01/2022 , n. 1283). Pertanto i Comuni competenti per territorio avrebbero dovuto sottoporre a verifiche periodiche gli autovelox che ad oggi risultano illegali.
Il fatto descritto dunque potrebbe comportare una raffica di ricorsi giurisdizionali dei cittadini cui sono state notificate le multe comminate in virtù di tali autovelox non a norma con la conseguenza che tutti i Comuni destinatari dei ricorsi dovranno impiegare tempo e risorse economiche per la difesa in giudizio, per il pagamento delle spese legali e dei rimborsi. E’ chiaro che tutto ciò comporta un ingente danno all’Erario”

Per tali motivi, si legge nella nota del Codacons, si dice in ogni caso favorevole a sanzionare con la massima severità chi supera i limiti di velocità e mette a rischio la vita altrui, ha chiesto alle Corti dei Conti Regionali di “verificare ed accertare se nei fatti esposti possano configurarsi sprechi di denaro pubblico a danno della collettività o condotte, anche omissive, – responsabilità di cui si chiede l’accertamento – che abbiano prodotto un danno all’Erario. Ciò al fine di fare chiarezza e trasparenza e, quindi, colpire eventuali abusi che dovessero risultare perpetrati e conseguentemente sanzionando i responsabili, anche per gli omessi controlli”.
Registriamo al contrario l'atteggiamento di diverse associazioni, la quali, dopo le nostre denunce a sindaci e prefetti, si sono prestate a dichiarazioni fuori luogo con una piccola parte della stampa locale, sostenendo, non si capisce a quale titolo, che "le nostre azioni penali sono inutili".
Ma si sa... tra il dire ed il fare servono le "palle".
Aspetteremo con fiducia le determinazioni della Giustizia e confidiamo che la questione debba in qualche modo essere presa in considerazione dagli Organi inquirenti, unici soggetti giuridici deputati a decidere se le nostre denunce serviranno o meno a fare chiarezza.
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