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Venezia: 56 postazioni di controllo velocità 112 telecamere per 2.1 milioni di euro... ma non sono omologate.

Il Sindaco BRUGNARO molto attento al rispetto delle regole e delle leggi, installa a Venezia 112 telecamere per il controllo della velocità dei natanti in laguna. Il sistema elettronico è ancora in attesa dell'omologazione ma nel frattempo hanno speso 2.1. milioni di euro soldi pubblici dimenticandosi che la Cassazione lo scorso ottobre 2024 gli aveva già dato torto.

La pronuncia della Corte di Cassazione n.26315/2024 che ha dato torto al Comune di Venezia
La pronuncia della Corte di Cassazione n.26315/2024 che ha dato torto al Comune di Venezia

La questione tratta del transito di una imbarcazione nel tratto tra il Canale Fondamenta Nuove e Bacino San Marco, malgrado il divieto imposto alle unità adibite al servizio taxi e NCC fascia oraria 22.30/13.00. La sanzione veniva rilevata e comminata in base a fotogramma rilasciato dal sistema di sorveglianza, atto a immortalare intervenuta violazione del divieto di transito, parificabile a quella che,  sulla rete viaria in terra ferma, potrebbe riguardare il superamento dei varchi ZTL attivi o il passaggio con semaforo rosso.


Ordinanza Cassazione 26315/2024
Ordinanza Cassazione 26315/2024

L'ordinanza n. 26315/2024 del 09.10.2024, la Corte di Cassazione ha respinto in modo definitivo l'opposizione del Comune di Venezia in persona del Sindaco Luigi BRUGNARO che aveva impugnato la sentenza 1454/2018 con la quale il Giudice di Pace di Venezia aveva accolto il ricorso in opposizione proposto da una società cooperativa avverso ordinanza-ingiunzione del Comune di Venezia emessa per violazione dell’art. 17, c. 1, ordinanza n. 274/2015 (sanzionata ai sensi dell’art. 7 – bis del d. lgd. N. 267/2000), rilevata con dispositivo Argos. 


Il sistema elettronico ARGOS (Automatic & Remote Grand Canal Observation System) è un sofisticatissimo sistema di telecamere e di programmi che sfruttano l'intelligenza artificiale. Contribuisce a far rispettare i limiti di velocità  in Canal Grande, genera statistiche sui flussi di navigazione, consente la videosorveglianza. Dal 2007 controlla la navigazione lungo la principale via d'acqua di Venezia ed è stato esteso anche ad altri importanti canali della città lagunare. 


In secondo grado, anche il Tribunale di Venezia respingeva l’appello promosso dal Comune di Venezia che, proponeva ricorso in Cassazione, con due motivi.


La Cassazione: “La sanzione si fonda (tra l’altro) sul regolamento per il coordinamento della navigazione locale nella laguna veneta, che, all’art. 67 (“Dispositivi di monitoraggio”), così recita: “1. Nell’ambito dell’intero sistema della laguna veneta devono essere installati dispositivi di monitoraggio per il rilevamento delle condizioni meteo marine, con particolare riferimento all’altezza della marea, al livello del moto ondoso, e alle condizioni di visibilità derivanti dalla presenza di nebbia e delle condizioni di traffico; tali dati sono destinati alla costituzione e all’aggiornamento dell’archivio dei canali, di cui all’art. 63, e al controllo dei punti di maggior congestione. 2. I dispositivi di monitoraggio del traffico e del moto ondoso sono installati dalle autorità competenti nei luoghi di ciascun canale in cui l’installazione risulti più opportuna, appositamente concordati tra le medesime in sede tecnica. 3. L’installazione, la custodia e la manutenzione di tali dispositivi spetta all’autorità competente, che vi può provvedere anche a mezzo del soggetto affidatario del sistema di controllo e gestione di cui all’articolo precedente. Ciascuna autorità è tenuta ad inviare, con periodicità e modalità concordate, i dati tratti dai dispositivi di monitoraggio all’archivio dei canali. 4. I dispositivi di monitoraggio impiegati devono essere dichiarati di “tipo omologato”. Sul punto va di nuovo richiamato il recente indirizzo sezionale, (Cass. n. 20492/2024, cit.), che il Collegio condivide e al quale intende dare continuità, secondo cui l’esplicito riferimento normativo all’obbligatorietà dell’omologazione è in linea con il più generale principio di garanzia in materia di accertamenti rimessi a mezzi tecnici di rilevamento automatico: l’omologazione, infatti, consiste in una procedura che – pur essendo amministrativa – ha anche natura necessariamente tecnica; tale specifica connotazione risulta finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico da utilizzare per l’attività di accertamento da parte del pubblico ufficiale legittimato: requisito, questo, che costituisce l’indispensabile condizione per la legittimità dell’accertamento stesso (Cass. n. 10505/2024). Non possono supplire a tale mancanza l’immediata percezione dell’agente accertatore ovvero la documentazione fotografica prodotta, attestante la navigazione in orario non consentito, posto che l’accertamento è avvenuto a distanza e con l’utilizzo dell’indicata strumentazione (cfr. pag. 3 della sentenza). Occorre, perciò, ribadire il principio secondo cui il sistema Argos, strumento di videosorveglianza basato sull’acquisizione di immagini, non diversamente dai dispositivi di rilevamento della velocità (ad esempio, l’autovelox), deve essere sottoposto a iniziale omologazione (che è cosa diversa dalla taratura e dalla verifica periodica di funzionalità), quale procedura tecnica finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione di ogni strumento elettronico da utilizzare per l’attività accertatrice del pubblico ufficiale, procedura che costituisce un requisito imprescindibile per la legittimità dell’accertamento medesimo”.


Polizia Locale Venezia
Polizia Locale Venezia

Ed allora nonostante i soldi pubblici gettati precedentemente al vento per sostenere la difesa legale di tre gradi di giudizio che lo hanno visto soccombere, ha deciso di spendere altri 2.1 milioni di euro di fondi pubblici per implementare il (SISA) - SISTEMA SANZIONATORIO DI VENEZIA con 56 nuove postazioni con 2 telecamere digitali per ogni postazione (una di contesto e una per il controllo delle velocità) di ultimissima generazione con utilizzo anche della intelligenza artificiale.... peccato non siano omologate neppure queste.


Come vedete dal video Rai TGVeneto, la noitizia è stata ripresa da molti media nazionali ed allora ci chiediamo come sia possibile che nessun giornalista abbia posto il dubbio su quanto sia lecito spendere 2.1 milioni di euro dei cittadini per dei sistemi elettronici che non sono a norma di legge essendo privi dei requisiti per emettere sanzioni.





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